In Pakistan i medici prescrivono la ricetta a fumetti

Pubblicato: 15 maggio 2014 in Comunicazione, Cultura, Curiosità, Fumetti
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Il sole che sorge la mattina, nascosto tra le montagne. I suoi caldi raggi al mezzogiorno, quando la famiglia si appresta a mangiare. La luna e le stelle la sera. Tutto su un unico foglio, esattamente come le prescrizioni dei medici occidentali che invece fanno uscire dalla stampante del Pc la “ricetta” da consegnare al paziente che deve assumere una determinata terapia tre volte al giorno. Simboli e disegni quindi, al posto della scrittura, anche manuale. Potrebbe essere questa la ricetta per consentire una maggior aderenza alle cure, fattore fondamentale per la loro efficacia quando ci si trova di fronte a malattie croniche, come il diabete o l’ipertensione.

A spiegare l’utilità della “ricetta a fumetti” è un’originale ricerca condotta negli ambulatori dell’Ospedale di Lahore, in Pakistan, dove vengono rilasciate le cure da seguire a domicilio al momento della dimissione. Lo studio è apparso su British Medical Journal Qualitiy Improvement Report. Usando disegni al posto delle parole scritte, i medici guidati da Matthew Clayton sono riusciti a migliorare significativamente l’aderenza alle cure domiciliari da parte dei pazienti. Ora lo stesso progetto dovrebbe partire in alcune aree del Canada, dove i medici “vignettisti” cercheranno di far fronte alle difficoltà di spiegare effettivamente il giusto intervallo nell’assunzione dei farmaci. La necessità di spiegarsi attraverso i tratti della matita ha un’origine ben chiara e risponde all’elevato tasso di analfabetismo presente nell’area del Pakistan, dove il 48 per cento dei pazienti ha oggettive difficoltà a leggere le prescrizioni e soprattutto può non disporre delle capacità culturali per recepire gli insegnamenti orali del curante. In media, solo cinque persone su cento con queste caratteristiche riescono effettivamente a seguire le indicazioni, e la percentuale sale solo al 12 per cento in presenza di un preciso “counselling” del curante. Utilizzando disegni e simboli, come appunto il sole che sorge per significare l’assunzione alla mattina della terapia e la luna e le stelle per ricordare la cura serale, si è arrivati a percentuali ben più alte. Mediamente, nelle diverse rilevazioni effettuate, tra il 23 e il 35 per cento dei pazienti che non comprendevano le indicazioni scritte si sono orientati correttamente sulle cure prescritte, seguendole a dovere.

In questo modo la medicina può fare un importante passo avanti per migliorare l’aderenza ai trattamenti, quella che tecnicamente viene definita compliance. Non seguire una cura, o magari assumere contemporaneamente farmaci che invece dovrebbero essere presi a distanza di tempo, da un lato ne riduce l’efficacia, dall’altro può anche innalzare il rischio di effetti collaterali. Il fenomeno, a prescindere dalle tecniche di spiegazione impiegate, ha oggi dimensioni davvero allarmanti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità fino al cinquanta per cento dei pazienti non assume correttamente i farmaci loro prescritti per malattie croniche. Per i trattamenti a lungo termine, l’aderenza alle prescrizioni inizia a diminuire già dopo i primi dieci giorni. Negli Stati Uniti il 43 per cento della popolazione generale, e addirittura il 55 per cento degli anziani non segue correttamente le prescrizioni del medico. Questa mancanza di aderenza alle cure causa ogni anno circa il 10-25 per cento dei ricoveri ospedalieri e di un numero estremamente alto di morti (circa 125.000). Chissà che un bel disegno, insieme alle parole del medico, non possa aiutare a cambiare la situazione!

Federico Mereta

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