Esperimenti tra tecnologia e didattica

Pubblicato: 20 febbraio 2014 in Formazione, Insegnamento, Tecnologia
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Tablet, social network e scuola: quando si tratta di tecnologia, spesso le aule sembrano territori di un pianeta lontano anni luce. Eppure già oggi, in Italia, sono molti gli esperimenti portati avanti sul fronte dell’innovazione della didattica. Con esiti a volte ancora da scoprire, ma su cui si sono accesi anche i riflettori della Social Media Week di Milano. Perché “la scuola è social per definizione, da sempre il luogo della socializzazione per eccellenza”, ha spiegato Maria Vittoria Alfieri, capo della divisione Digital Teaching & Learning RCS MediaGroup. Ma basta davvero accendere un tablet per ridestare l’interesse degli studenti?

Non proprio, ma forse è la strada da seguire. Questa una delle novità emerse durante “Scuola oggi e domani: evoluzione dell’apprendimento e dell’insegnamento tra tecnologia e nuovi scenari”, evento della seconda giornata della Social Media Week. “Nel 2010 ho messo gli iPad in mano ai miei studenti del liceo scientifico. Tutto è cominciato così e solo successivamente è nato il centro studi sulla didattica digitale: la tecnologia e i rapporti con gli editori, noi studiamo questo”, ha spiegato Dianora Bardi, Vice Presidente del Centro Studi ImparaDigitale. Studi che finora hanno dimostrato come la Regione Lombardia sia l’ente che ha investito di più sulla digitalizzazione delle scuole (27 milioni solo per i tablet agli studenti delle superiori). Ma anche, come sia necessario “sviluppare una una didattica delle competenze, da insegnare poi agli studenti. Condividere, progettare, sviluppare, essere creativi sono gli imperativi che servono per diventare cittadini digitali. Non esisterà più lo studente passivo e il docente fermo dietro la cattedra”, ha continuato Bardi.

Nell’epoca del sapere diffuso, insomma, sembrano crollare anche le classiche barriere tra chi un tempo deteneva le nozioni e chi aveva solo da apprenderle. “Via i banchi, via le sedie, la mia classe è scomposta“, ha confermato la vicepresidente del centro studi, sottolineando anche come oltre 326 scuole in Lombardia abbiano ormai in dotazione un tablet. “In terza elementare si spiegano gli strumenti dello storico: con un tablet si possono mostrare decine di foto da diverse posizioni, illustrando tutto meglio”, ha spiegato infatti Daniele Barca, dirigente scolastico, quasi a ribadire la portata innovativa dello strumento in sé. Barca ha seguito infatti il progetto “Libra” per alcune scuole medie pilota in Lombardia, in cui è stato proposto alle famiglie di “dimezzare il costo dei libri e comprare un tablet ai figli. Ai non abbienti ha pensato lo sponsor, per il resto lo strumento abbatte anche le differenze con i ragazzi diversamente abili. In classe sono tutti uguali”.

Un progetto, quello di “Libra”, che ricorda da vicino la realtà norvegese, come raccontato di recente dalla BBC: Compiti e lezioni? Tutto passa attraverso il mio blog, da cui comunico con i miei studenti. Ognuno ha un tablet e il Wi-Fi messi a disposizione dalla scuola, fa i compiti e li pubblica sul suo personale blog”, ha spiegato alla tv inglese Ann Michaelsen, dicente della Sandvika High School di Oslo. Niente libri di testo, ma largo a Skype, “grazie a cui la classe mette in piedi scambi didattici con scuole cinesi e sudamericane, senza trascurare Twitter, fonte d’ispirazione per le lezioni” e Facebook, da cui la prof dà aggiornamenti e istruzioni agli studenti ogni giorno da una pagina pubblica. La tecnologia, insomma, a servizio di quelle stesse aule che a volte sembrano territori di un pianeta lontano anni luce.

Nicola Di Turi

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