Silicon Valley, l’emergenza sociale diventa 2.0

Pubblicato: 26 giugno 2013 in Emergenza, Management, Social Network
blog_government_b.jpg

blog_government_b.jpg

Una delle lezioni più preziose dell’uragano Katrina che si abbattè su New Orleans nell’agosto del 2005? Quella che le strutture pubbliche da sole sono inadeguate a far fronte ai cataclismi. Siano essi di carattere naturale o generati dagli esseri umani. Una lezione i cui frutti si son fatti vedere durante un altro uragano mastodontico, Sandy, che si abbatté sulla costa est degli Usa lo scorso Ottobre. Se non fosse stato per il grado di preparazione con cui venne affrontato, avrebbe potuto causare danni ancora più gravi.

E quando si parla di preparazione qui non ci si riferisce solo alle misure preventive approntate dal governo Usa. Uno dei capitoli più interessanti della risposta a Sandy l’hanno infatti scritto i network della “shared economy”, ovvero l’economia della condivisione digitale. Reti di persone collegate in digitale, attivatesi prima, durante e dopo la tempesta per offrire guida e rifugio agli sfollati. Mentre invece durante Katrina si era registrata la totale assenza di comunicazioni coerenti tra le autorità e il pubblico, con un conseguente incremento delle vittime e dei danni materiali. Nel caso di Sandy invece la rete si attivò immediatamente per trovare una sitemazione agli sfollati e ai colpiti dall’incidente.

L’idea del crowdsourcing e della shared economy è arrivata anche alla Silicon Valley. E si è trasformata in misura di sicurezza pubblica. Facendo tesoro dell’esperienza di New York, il comune di San Francisco, che se della Silicon Valley non è la capitale di fatto ne è di sicuro quella spirituale, ha deciso di rivolgersi ai network dell’economia della condivisione per approntare un piano di pronto intevento anti-disastro. Che sia magari più puntuale di quello che possono approntare le autorità pubbliche da sole. E non solo il crowdsourcing della sicurezza viene affidato ad aziende della shared economy, come per esempio Lyft , che aiuta i suoi membri a trovare passaggi nelle automobili dei loro peer così che allo stesso tempo risparmiano sul prezzo del tax. Aiutano l’ambiente riducendo le emissioni e facilitano la viabilità. San Francisco ha anche incaricato queste aziende di sviluppare strumenti tecnologici che possano essere usati a livello internazionale per potenziare la risposta dei volontari e quello delle folle digitali in caso di disastri.

“Si tratta di gente che non ha nessuna difficoltà a condividere, anzi è abituata”, dichiara Ed Lee, sindaco di San Francisco a Repubblica.it, “Sono i partner ideali per organizzare una risposta dal basso ai disastri e alla calamità naturali, e soprattutto per utilizzare al massimo e razionalmente tutte le risorse di cui si dispone dopo un disastro”. Un’esperienza resa possibile dall’avvento dell’internet, della telefonia mobile e delle app, la shared economy contempla la condivisione di un bene tra vari utenti che si impegnano ad affittare quel bene (servizio, o talento) da un proprietario che ne fa uso solo sporadicamente. Nel caso di Lyft per esempio, il proprietario di un veivolo che ha aderito al network mette la sua autovettura a disposizone degli altri membri in affitto ogni volta che non la usa. Aiutati dagli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia, gli affittuari possono trovare le macchine disponibili nel loro circondario, la prenotano e  la pagano sul web senza dover parlare con nessuno o andare in un ufficio. Ovvero, un sistema per utilizzare quanto più possibile quella che in gergo industriale viene definita eccesso di capacità produttiva degli impianti o di un servizio.

Così un letto vuoto a casa, un macchina parcheggiata che raramente si usa, la bicicletta in garage o anche un paio di ore libere nell’orario di un professionista diventano cose che si possono affittare ad un’altra persona che non intende comprarle o che possono essere scambiate per altri oggetti o servizi dei quali si ha bisogno. “L’idea della condivisione è nata in questa città”, continua Lee, “coinvolgere le aziende di questo settore nella gestione delle emergenze pubbliche non solo ha senso perchè sanno come propagare immediatamente le informazioni ma, essendo network ai quali gli utenti hanno aderito per scelta, sono anche reti ad alto grado di affidabilità”.

E così le aziende del crowdsurcing della Bay Area di San Francisco hanno costituito un consorzio, il BayShare Council, ne fanno parte Lyft, AirBnb e TaskRabbit, che aiuta la gente a prendersi cura dello loro lista di cose da fare e che in caso di disastro aiuterà a collegare quelli che possono riparare cose e case a coloro che ne hanno bisogno. Airbnb ha lanciato anche un sito indipendente per preparare la popolazione agli eventi catastrofici, si chiama Airbnb Disaster Response, accessibile internazionalmente. Il sito intende aiutare coloro che sono stati colpiti da una cataclisma a trovare una sistemazione dopo il disastro. Ancora, Yerdle, un sito usato da coloro che vogliono donare le cose di cui non hanno più bisogno, Meshlabs, un sito che promuove il crowdfunding di nuove idee e progetti della shared economy. Getaround, un sito per il car sharing, SF72, un portale per insegnare alla gente cosa fare nelle prime 72 ore che fanno seguito ad un grande terremoto. “Le vere emergenze sono più le storie delle persone che si uniscono per salvare le comunità che quelle di città distrutte”, ha affermato Anne Kronenberg, direttrice del San Francisco Department of Emergency Management, “La ripresa di San Francisco comincia con la comunità e i partner che ci aiutano ad affrontare le emergenze”.

Paolo Pontoniere

Fonte

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...