Licenziato perchè sostituito da un iPhone

Pubblicato: 21 giugno 2013 in Casi, Comunicazione, Immagini, Tecnologia

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Com’è la vita di un fotoreporter che ha perso il lavoro da meno di una settimana? Probabilmente come quella di molti altri disoccupati con altre professionalità alle spalle, con una sottile differenza: un fotogiornalista sa raccontare meglio di altri per immagini e messaggi visivi la sua nuova condizione. Ed è quello che ha iniziato a fare circa sette giorni fa Rob Hart, ex fotoreporter del Chicago Sun –Timeslicenziato insieme con 27 colleghi componenti la redazione fotografica del giornale, per tagliare i costi in tempo di crisi e fare uso di risorse esterne meno dispendiose. Ma soprattutto di quelle interne, per risparmiare ancora di più: oggi sono i normali reporter a scattare le immagini per i loro stessi pezzi, grazie all’uso dei loro smartphone con fotocamera incorporata.

GENERAZIONE IPHONE – Un’intera redazione smantellata, dunque, per via dei nuovi “iPhonereporter”, giornalisti dotati di iPhone. Tra loro c’è anche Rob, decano della fotografia, professore di fotogiornalismo alla Medill School of Journalisme, come si legge nella sua biografia online, autore di scatti non solo per il Chicago-Sun, ma anche per Usa TodayNew York TimesMiami Herald. Per entrare nel nuovo mondo degliiPhonereporter e documentare i suoi primi giorni senza lavoro, Rob ha infatti aperto un Tumblr – un blog dove sono le immagini più che i testi la forza del messaggio – e scatto dopo scatto affronta le nuove giornate senza l’impiego in redazione.

SCENE DI VITA ORDINARIA – Il Tumblr si chiama “Laid off from the Sun-Times”, letteralmente, “licenziato dal Sun-Times” e nella stessa presentazione si spiega cosa è accaduto e si raccontano le motivazioni di questo progetto online: «Rob Hart è stato sostituito da un reporter dotato di iPhone, per questo ha deciso di documentare la sua nuova vita con un iPhone, ma con l’occhio di un fotogiornalista che sa raccontare storie per immagini». Dalla prima in poi, gli scatti raccontano il giorno del licenziamento, il suo nuovo ufficio, tra Pc portatile e lavatrice, il risveglio con la sua bimba, tranci di pizza che ungono i moduli per la richiesta dell’assegno di disoccupazione, i cronisti che lo intervistano dopo la brutta notizia, le immancabili birre per passare le prime serate, le lezioni all’università per i futuri giornalisti (lavoro che per fortuna ancora gli resta) e le primissime avventure… questa volta da free-lance.

Eva Perasso

Fonte

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