Come si può danneggiare il business con l’email marketing

Pubblicato: 8 maggio 2013 in Marketing, Web

Pur essendo tra le prime attività nate di marketing on web, l’email marketing ha ancora una diffusione capillare all’interno delle aziende, strutturate e non, per tutti i vantaggi che da in termini di numero di utenti raggiunti e soprattutto di analisi e misurazione del ROI delle campagne.

Tuttavia, spesso ci si improvvisa esperti di questo strumento oppure capita di utilizzarlo in maniera poco attenta. In entrambi i casi è opportuno provare almeno a rimediare agli errori in cui si può cadere. Vediamo due esempi rigorosamente tratti dal web su cosa non fare e come rimediare ad eventuali errori.

tim.jpg

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Capita, a volte, che dopo aver comprato qualcosa, nello specifico una chiavetta TIM per navigare in internet con opzione senza limiti ad un prezzo fisso, arrivi un messaggio del genere: TIM: ti e’ stata attivata gratuitamente la modalita’ prevista dalla Delibera AGCOM 326/10 per proteggerti da un’eccessiva spesa di traffico dati. Info su tim.it.

Ora, per capirci, l’utente/gli utenti in questione, come dovrebbero comportarsi ad un messaggio del genere? Quantomeno facendosi una serie di domande: “chi mi ha attivato questo profilo? scusatemi, ma non conosco a memoria tutte le delibere dell’Agcom, ma soprattutto chi è l’Agcom? ma non era senza limiti?”

Vista la difficoltà nella comunicazione e nel reperimento delle informazioni necessarie, il cliente si mette all’opera e solo dopo riesce a capire che la newsletter contenete la delibera riguarda la definizione di un tetto massimo automatico al costo del traffico dati, operazione di default.
Viste le condizioni del contratto, si è trattato di una precauzione inutile, dato c’era una spesa fissa: in questo vecchio caso vogliamo mostrarvi come un messaggio come questo, oltre che fastidioso, si è rivelato soprattutto inutile.

IKEA.png

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Capita poi di ricevere gli auguri di compleanno dal sig. IKEA due volte, ossia che l’email venga rispedita a distanza di giorni. Un errore del genere, per quanto può sembrare banale, può causare comunque fastidio, negli utenti meno esperti del web, e senso di disorganizzazione negli internauti che sul web ci passano ore e che sulla propria posta elettronica ricevono una quantità spropositata di messaggi pubblicitari e commerciali.

Il marketing di IKEA, però, si è messo all’opera per rimediare all’errore, inviando una email di scuse ed invitando l’utente a stampare l’email, per recarsi al ristorante dell’IKEA e ritirare un dolce cadeau. In questo caso il marketing della gentilezza viene molto apprezzato, anche se qualcuno, più malizioso, può pensare che sia una nuova trovata commerciale!

Ernesto Quintiliani

Fonte

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