Vuoi passare un esame? Disconnettiti!

Pubblicato: 19 aprile 2013 in Scuola, Tecnologia
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Hai un concorso, la maturità, un esame di Stato o l’ennesimo appello universitario e devi passarlo a tutti i costi? Regola numero uno: devi disconnetterti. Dalla Rete, in generale, e dai social network, in particolare. È vero, sembra un paradosso: Facebook, la piattaforma più popolata del mondo, è stata inventata da uno studente per gli altri studenti. Ma l’obiettivo, a ben vedere, non era certo studiare. Tutt’altro. A suggerire l’indicazione è uno studio pubblicato dalla rivista Emerging Adulthood secondo il quale alcune attività online, come passare troppo tempo sui social media, avrebbero un’influenza particolarmente negativa sul risultato del tuo esame. E, più nel complesso, sulla qualità dei tuoi studi.

A firmare la ricerca Jennifer Walsh e la sua squadra del Miriam Hospital di Providence, nel Rhode Island. L’équipe statunitense ha messo sotto la lente ben 483 matricole universitarie statunitensi chiedendo loro, all’inizio della nuova avventura accademica, di illustrare le abitudini di uso dei mass-media: dalla tv ai film, dalla musica al telefono passando per sms, magazine, giornali, libri, videogiochi e, ovviamente, internet. Tutto, senza limiti. L’obiettivo è stato capire quanto questa routine mediatica influenzasse la riuscita accademica, in particolare in vista delle prove finali. I partecipanti hanno quindi tenuto informati i ricercatori sui voti ottenuti a gennaio e a fine anno; nel contempo, i medici li hanno anche sottoposti a una serie di questionari su come procedesse il percorso, sulle difficoltà riscontrate e sul mutare di queste abitudini.

Cosa è venuto fuori? Che le studentesse – lo studio si è infatti concentrato in particolare su giovani donne – spendevano in media 12 ore al giorno mischiando tutti i mezzi di comunicazione possibili, in un pericoloso cocktail multimediale senza soluzione di continuità. In particolare, sul banco degli imputati sono finiti gli smartphone (e quindi la connettività mobile) e i social network. A seguire i film e, a sorpresa, anche le riviste. Tutti fattori – questa la brutta constatazione – collegati a pessimi risultati scolastici: “ Le studentesse che passano più tempo su alcuni tipi di mezzi lo fanno a detrimento del loro lavoro universitario – ha spiegato Jennifer Walsh – s eguono meno assiduamente i corsi e sono meno reattive a fare ciò che serve per ottenere buoni risultati”.  Senza contare che il quadro complessivo raccontava anche di scarsa fiducia in sé stesse e mancanza di sonno.

La soluzione, dunque, è una sola: disconnettersi. Mettersi a dieta dall’abuso di like & tweet, combattere il controllo compulsivo di post e aggiornamenti, dedicarsi degli spazi totalmente offline: “ Con la clamorosa popolarità che hanno acquisito fra i giovani – ammette tuttavia la scienziata in un momento di sconforto – sembra quasi illusorio volerne ridurre l’uso”. Dallo studio, però, arriva anche l’inatteso antidoto alla bulimia da web: musica e lettura sono infatti associate ad esami passati con migliori risultati. Un buon (vecchio) libro e il proprio disco preferito, è proprio vero, non tradiscono mai.

Simone Cosimi

Fonte

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