Un viaggio negli abissi della Rete

Pubblicato: 8 febbraio 2013 in Curiosità, Storia, Web

Un mare di cavi: una mappa interattiva sul Web svela come i continenti siano sempre più collegati tra loro tramite cavi sottomarini, dove scorre il maggior flusso di dati e quali sono i Paesi più connessi fra loro. Un viaggio negli abissi di Internet.

È un groviglio di linee quello che attraversa l’Oceano Pacifico, mentre nell’Atlantico le linee si snodano in maniera ordinata, una accanto all’altra. Nel Mediterraneo, invece, si nota una fitta matassa. La nuovissima mappa Submarine Cable Map, realizzata dalla società di consulenza e ricerca TeleGeography – che da oltre un ventennio analizza il mercato delle telecomunicazioni – evidenzia i continenti e i vari stati collegati tra loro attraverso i cavi sottomarini. La società ha pubblicato sulla sua pagina web anche una versione “zoomabile” della cartina. Va detto che, insieme a quelli terrestri, i cavi negli oceani contribuiscono al normale funzionamento della struttura di internet. La rottura di un cavo subacqueo porterebbe seri problemi tra le comunicazioni dei Paesi interessati, come già accaduto diverse volte negli anni passati.

Cosa mostra la mappa? In qualche modo ricorda le antiche cartine disegnate a mano. Si vedono 244 cavi sottomarini, posati tra il 1992 e il 2012 o che andranno in funzione entro il 2014. I cavi esistenti sono colorati, quelli in programma sono invece di colore grigio. In base alla mappa verranno posati 12 cavi negli oceani nell’arco dei prossimi due anni: dalla Grecia alla Libia, per esempio, tra le isole Fiji e Tonga, o attraverso l’Atlantico meridionale. Una rete sommersa lunga decine di migliaia di chilometri e sulla quale viaggia la gran parte dei dati. Ciò nonostante, l’informazione forse più curiosa si trova in fondo: qui, attraverso due diagrammi, è possibile rilevare la velocità delle connessioni tra i vari Paesi e i continenti, e quanto vengono utilizzate. Gli Stati Uniti, ad esempio, hanno connessioni veloci verso la Colombia e il Venezuela, un po’ meno verso la Francia e il Regno Unito e quasi nulle verso il Sudafrica e l’India. La maggior parte dei dati vengono trasportati attraverso l’Atlantico settentrionale così come tra il Nord e il Sud America.

di Elmar Burchia

Fonte

 

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