Senza Rete e smartphone siamo perduti?

Pubblicato: 17 dicembre 2012 in Dipendenza, Società, Tecnologia
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PAURA DI PERDERE le chiavi di casa? Superata. Timore che si rompa la televisione? Cose del passato. Tutte preoccupazioni legittime e comprensibili, ma appartenenti a ieri: il vero terrore contemporaneo sembra essere la Nomofobia, la paura di rimanere no-mobile, disconnessi dal web e senza smartphone. Una questione seria a dispetto dell’apparente leggerezza della questione. In una ricerca californiana di Securenvoy, il 70% delle donne e il 61% degli uomini ha paura di rimanere priva del cellulare. C’è tutto un mondo nello smartphone, anzi c’è il mondo, tra contatti, agende, fotografie, video, musica e contatti social sul web.

Le forme di questa paura connotata all’era digitale sono diverse. Certamente c’è quella di smarrire il dispositivo personale, ma non è da meno quella di danneggiarlo. O di rimanere senza batteria, o credito per connettersi al web. E ancora, al di là dei timori, c’è la fissazione. Quella di chi non riesce a stare che per pochissimo tempo, nell’ordine dei minuti, senza controllare cosa succede sul display dello smartphone, chi risponde ai post su facebook e ai tweet, quanto viene apprezzata una foto su Instagram. Tutte eventualità che adesso hanno un nome, Nomofobia, e per cui esistono dei metodi di diagnosi e cura, e quindi vere e proprie strutture in cui il nomofobico può seguire programmi di riabilitazione.

Come si riconosce il nomofobico? Secondo la dottoressa Elizabeth Waterman, i segnali sono chiari e ricordano molto da vicino quelli delle dipendenze da sostanze: il nomofobico non posa mai lo smartphone, lo utilizza in ogni contesto senza preoccuparsi di dove sia, compreso il tempo che si impiega in bagno. Generalmente l’afflitto da questa dipendenza è giovane: Securenvoy localizza un 77% dei nomofobici tra i 18 e i 24 anni e un 68% subito dopo, nell’età tra i 25 e i 34.
La Nomofobia può apparire un problema di lieve entità, ma si tratta in realtà di una questione sociale rilevante. In Corea del Sud, il governo stima che la smartphone addiction coinvolga 2,55 milioni di persone, attaccate ai dispositivi per oltre otto ore al giorno. Tra i centri specializzati per la riabilitazione a Newport in California c’è il Morningside Recovery Center, un polo per le dipendenze digitali che registra un boom delle casistiche. In linea con quanto rilevano sondaggi e indagini, tra cui quella di Time, in cui si rileva consistenza di dati con altre ricerche, e un dato curioso: il 50% del campione ammette di dormire tenendo nel letto un cellulare.

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