Salute, 50% italiani chiede a Internet

Pubblicato: 31 ottobre 2012 in Articoli, Benessere, Società

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Prima su internet, poi dal medico. È la regola per molti italiani, che quando devono affrontare un problema di salute personale o di un proprio caro, in prima battuta si rivolgono a “dottor Google”. È uno dei dati emersi da un sondaggio online (privo di valore scientifico e statistico) organizzato dalla neonata Associazione Peripato, in collaborazione con Corriere.it. L’associazione, presieduta dallo pneumologo Sergio Harari, ha l’obiettivo di contrastare lo “strapotere” del web promuovendo cultura e una medicina più “umana”, fatta di contatto diretto tra medico e paziente. Il sondaggio si è basato su 2.454 i questionari compilati in Rete in meno di una settimana, a partire dal 15 ottobre. E pur non avendo valore statistico, conferma un fenomeno ben noto: sempre più italiani navigano su internet per cercare informazioni di salute, con tutti i rischi del caso.

I NUMERI – Il 43,8% degli italiani, più di 2 su 5, di fronte a un problema di salute corre a digitare le parole chiave su un motore di ricerca. Poi nel caso, in seconda battuta, va dal medico. Per quasi 9 connazionali su 10 (86,6%) il web è una fonte di informazione costante; in caduta libera la vecchia enciclopedia medica (7,7%), e bassissimo anche il ricorso a radio e tv (5,7%). Il 62% dei cybernauti manifesta però un desiderio di dialogo per orientarsi nel labirinto di informazioni a portata di clic. E se la relazione medico-paziente è giudicata buona dal 34,5% di chi ha risposto al questionario, il 44% ritiene il rapporto parzialmente soddisfacente e il 22% – più di una persona su 5 – lo boccia come «per nulla soddisfacente». Un terzo dei partecipanti, inoltre, si dichiara insoddisfatto del tempo che il medico dedica loro. Per il 38% la medicina di oggi e del futuro dovrebbe puntare sulla formazione del medico al contatto umano. Una voce, quest’ultima, che si classifica al pari dei «maggiori investimenti nella ricerca» (38%), ancora più importante degli «strumenti diagnostici più innovativi» (27%).

I PROGETTI – Con il progresso tecnologico la medicina ha imboccato «un percorso fatto di tecnicismo e razionalità», osserva Harari, presidente dell’Associazione Peripato, battezzata così per richiamare i “peripatoi” (colonnati) che facevano da teatro agli insegnamenti di Aristotele. Tecnicismo e razionalità sono «elementi indispensabili per una moderna medicina, ma che soli non bastano per quella che è ancora un’arte fatta di empirismo, esperienza, capacità di contatto umano». «Il fiuto clinico esiste ancora – avverte il medico – e non risiede in una Tac o nelle nuove tecnologie, esami dei quali non possiamo certo a fare meno, ma che da soli non bastano a risolvere i problemi dei malati». La missione di Peripato, dunque, è «riavvicinare la cultura umanistica alla medicina in chiave moderna, aiutando a ricongiungere la medicina all’uomo».

Fonte 1

Fonte 2

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