I mobile device frenano la produttività delle aziende

Pubblicato: 24 ottobre 2012 in Articoli, Stress, Tecnologia

Uno studio condotto da Idc per conto di Adobe su un campione di 1.200 addetti aziendali rivela come l’utilizzo massivo di dispositivi mobili possa generare fino a 15,9 milioni di dollari di costi di inefficienza in un’organizzazione di mille dipendenti

Per un’azienda di 1.000 dipendenti, il costo stimato di inefficienza produttiva è pari a 15,9 milioni di dollari. A sostenerlo è lo studio “Bridging the Information Worker Productivity Gap: New Challenges and Opportunities for IT”, commissionato da Adobe Systems ad Idc e condotto su un campione di 1.200 addetti (di cui circa 360 professionisti It) di aziende con un minimo di 50 dipendenti con postazione pc dedicata. Le aziende provengono da sei diversi Paesi: Usa, Uk, Francia, Germania, Australia e Giappone. Dallo studio risulta, infatti, che i lavoratori ogni settimana devono affrontare la difficile sfida della gestione di documenti, sempre più complessa a causa di un utilizzo massivo di dispostivi mobili per motivi di business: il 50% di chi lavora con le informazioni utilizza per il business uno smartphone, il 10% lavora con il proprio smartphone personale, mentre il 16% usa un tablet e il 7% lavora con il tablet personale. Il tempo totale stimato che ciascun lavoratore perde rispetto al totale della sua produttività personale è pari all’8,4%, ovvero 11,2 ore alla settimana; 2 ore alla settimana vengono impiegate per recuperare documenti persi o errati e 2,3 ore per cercare documenti inutilmente. Per unire tra loro file e fonti in un unico documento si perdono 3,5 ore a settimana, tanto quanto per risolvere problematiche legate ai documenti cartacei. Il tempo totale stimato che l’azienda perde rispetto ai processi di “collaboration” è pari all’11,1% (12,2 ore alla settimana): 1,9 ore per gestire processi di approvazione; 3,8 ore per raccogliere feedback; 3,1 ore per analizzare feedback e 3,4 ore per consolidare i dati presenti nei moduli. Ovviando al totale di queste inefficienze (pari al 19,5%), un’azienda media con 1.000 dipendenti avrebbe la possibilità di investire in nuove risorse (213 nuovi dipendenti).

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di Vito de Ceglia

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