Quanto consuma internet?

Pubblicato: 22 ottobre 2012 in Articoli, Ecologia, Sostenibilità, Tecnologia

Mountain View alla ricerca della massima efficienza energetica, lancia la visualizzazione 3d delle sue enormi centrali di server.

IMMAGINI: UN GIRO NEI DATA CENTER

TRE settimane filate su Youtube costano, in termini energetici, l’energia di una lavatrice e, in termini ambientali, 3 chili di CO2. Fare 100 domande a un motore di ricerca significa consumare l’energia necessaria a stirare una camicia (20 grammi di CO2). Da questi dati c’è chi ha dedotto che internet inquina, ma è un’affermazione senza senso se si parte dal presupposto che qualsiasi azione produce un impatto ambientale e che, a parità di attività, tutto ciò che si svolge in maniera virtuale produce un inquinamento enormemente minore della stessa attività condotta nel mondo fisico.

Investimenti e riduzioni. Tuttavia il web, nel suo assieme, assorbe un’impressionante mole di energia e i data center sono idrovore di elettricità. Ridurre questi consumi è dunque una priorità sia dal punto di vista economico che dal punto di vista ecologico. Per questo Google, che ha investito 915 milioni nel settore delle rinnovabili generando elettricità sufficiente a 350 mila case ed è arrivata al 30 per cento di energia verde per gli usi aziendali, ha deciso di diffondere per la prima volta le foto dell’interno dei data center per attirare l’attenzione sul problema.

Efficienza e risparmi. 
“Gmail è 80 volte più efficiente energeticamente di un server aziendale”, si legge nel comunicato dell’azienda. “E Google, grazie al suo impegno nel migliorare l’efficienza energetica dei data center, ha risparmiato più  di un miliardo di dollari negli ultimi dieci anni: il vantaggio economico è pari a 30 dollari per anno per server. Anche grazie a questa strategia l’azienda è riuscita ad azzerare il suo impatto sul clima dal 2007”.
Particolarmente interessanti sono le tecniche di free cooling: abbassare la temperatura degli ambienti che ospitano macchine di questa potenza (Google elabora 3 miliardi di richieste al giorno) è fondamentale e molti data center usano i classici condizionatori, che assorbono una grande quantità di energia. In alternativa si possono usare sistemi basati sul contatto dell’aria calda con acqua che in parte evapora, viene recuperata e reimmessa nel circuito.

di ANTONIO CIANCIULLO

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