Ragazzi a casa con Internet, ma a scuola il computer non c’è

Pubblicato: 17 ottobre 2012 in Articoli, Insegnamento, Tecnologia

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Studio AlmaLaurea sui comportamenti degli studenti quindicenni italiani riguardo a tecnologie di informazione e comunicazione, a confronto con i coetanei in ambito Ocse. 

Che rapporto hanno gli studenti italiani con computer, telefonini e internet rispetto ai loro coetanei di altri Paesi? Ci si divertono nel tempo libero o li usano anche per studiare? E nelle aule italiane si insegna a familiarizzare con le tecnologie digitali? Il quadro che emerge da una ricerca AlmaLaurea, con il sostegno della Fondazione Obiettivo Lavoro, è piuttosto sfaccettato, ma l’anello debole sotto diversi aspetti è la scuola, che stenta a dare un contributo rilevante nello sviluppo delle competenze digitali dei ragazzi.

L’indagine fotografa comportamenti ed atteggiamenti di un segmento specifico e centrale, quello dei quindicenni scolarizzati, che vengono messi a confronto con i loro “colleghi” dei paesi Ocse. E rivela che, se da una parte computer e dispositivi digitali non mancano nelle case italiane – la dotazione generica in famiglia è in linea con la media Ocse – in classe siamo in ritardo. Sull’inadeguatezza delle dotazioni i dirigenti scolastici si fanno sentire poco: viene percepita come meno grave rispetto a carenze di personale e attrezzature scientifiche. In parallelo, l’uso che i ragazzi fanno di computer e internet per motivi di svago è in linea con la media degli altri Paesi. Scivola invece giù l’utilizzo per motivi di studio, in particolare fra le quattro mura domestiche.

La ricerca parte dalle rilevazioni PISA – Programme for international student assessment – 2009, e riguarda un campione rappresentativo di oltre 30mila studenti in più di 1000 scuole, per focalizzarsi sull’atteggiamento dei ragazzi e sul loro uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Casa e scuola
. Si parte da casa, dove le cose non vanno male. La dotazione digitale generica – computer, cellulare, videogiochi, internet, riproduttori digitali di musica, schede di memoria – che gli studenti quindicenni italiani hanno a disposizione è complessivamente buona. Il quadro, però, non è omogeneo: le regioni meridionali e insulari risultano più arretrate, le ragazze sono penalizzate rispetto ai ragazzi, così come i figli di famiglie che vivono in condizioni economiche, sociali e culturali svantaggiate e i ragazzi di origine straniera. Se si considerano invece dotazioni tecnologiche più specifiche, la situazione si appanna rispetto alla media Osce.

E a scuola? In classe, agli studenti italiani va peggio rispetto ai coetanei dell’area Ocse ed il contesto è nel complesso più arretrato, sia rispetto all’ambito Ocse che a quello familiare. Qualche esempio? Nelle lezioni di matematica, sette studenti su dieci dichiarano che gli strumenti tecnologici a lezione non sono mai stati usati, per non parlare poi di materie come italiano, scienze e lingue straniere.

Comportamenti effettivi degli studenti. Altro punto su cui si concentra la ricerca è l’uso effettivo di computer e internet da parte degli studenti italiani. Per motivi di svago, i risultati sono in linea con la media Osce, mentre l’uso a scuola di questi strumenti risulta meno frequente. Meno ancora vengono usati a casa per studiare: punto particolarmente dolente, che invita ad una riflessione, visto che, in base ai dati, le dotazioni digitali in famiglia risultano in media più consistenti rispetto a quelle dell’area Ocse. Riguardo a questo tema, le differenze territoriali sono meno rilevanti, ma il quadro risulta più complesso nei diversi tipi di scuola: se nelle attività di studio a casa gli studenti delle scuole professionali sono sfavoriti rispetto ai liceali, la situazione è opposta a scuola, dove le attività di supporto allo studio premiano invece gli allievi della formazione professionale a discapito dei licei.

Competenza digitale. Quanto si sentono competenti gli studenti italiani rispetto ai loro coetanei di altri Paesi? La fiducia nella propria competenza informatica è sostanzialmente in linea con la media Ocse, senza differenze sostanziali tra nord e sud. Quello che pesa, invece, è la correlazione tra status economico, sociale e culturale delle famiglie di origine e la percezione delle proprie abilità: chi viene da contesti avvantaggiati si sente maggiormente in grado di solvere compiti che richiedono padronanza di strumenti informatici.

In generale, infine, l’atteggiamento della maggioranza degli studenti italiani è molto favorevole verso gli strumenti informatici. Anzi, gli studenti italiani risultano maggiormente bendisposti verso il computer rispetto ai loro compagni in ambito Ocse. E, per competenza ed atteggiamento positivo verso i mezzi tecnologici, quelli che se la cavano meglio sono gli alunni degli istituti tecnici.

di ALESSIA MANFREDI 

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