L’umore degli italiani misurato su Twitter

Pubblicato: 4 luglio 2012 in Articoli, Innovazione, Media, Società, Web

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Presentato il primo studio dedicato ai tweet degli utenti italiani: picchi di reazione dopo terremoto, bombe alla Morvillo Falcone e per la partita Italia-Irlanda. Ecco come reagiamo: e forse in futuro queste analisi guideranno anche la politica e l’economia

Gli italiani hanno espresso dapprima paura per il terremoto emiliano e in un secondo momento disgusto e rabbia. Le bombe di Brindisi hanno scatenato invece subito disgusto e poi tristezza, rabbia, paura. La partita Italia-Irlanda è stato invece un susseguirsi di emozioni collettive: rabbia nei primi minuti e poi gioia. Alla fine, di nuovo rabbia, anche dopo la vittoria certa: ma è stata una “rabbia liberatoria”.

No, non è il Grande Fratello che parla ma è quanto risulta dal primo studio sull’umore di massa degli italiani attraverso Twitter. “Per la prima volta, sono stati analizzati 31,5 milioni di tweet scritti da italiani”, spiega Vincenzo Cosenza, noto esperto di social media e autore dello studio, presentato a State of the Net 1, l’evento triestino che ogni anno analizza lo stato della Rete. “Le parole su Twitter rilevano l’umore dell’utente. Il nostro software di analisi semantica, Blogmeter, consente l’estrazione automatica dell’umore espresso nei tweet (positivo, negativo, misto) e permette di tenere traccia dell’evoluzione e del cambiamento nel tempo delle attitudini emotive degli utenti”, continua Cosenza.

Poco più di un terzo dei tweet analizzati contiene un’espressione emotiva. “Se in una giornata-tipo le emozioni positive e negative tendono ad equivalersi, in occasione di eventi particolari emergono dei picchi. Dall’analisi del periodo considerato si notano due picchi di negatività (bomba a Brindisi e terremoto) e un picco di positività (la partita della nazionale)”, spiega Cosenza.

Lo studio rileva anche che in Italia Twitter si sveglia alle cinque del mattino e raggiunge il primo picco dalle 12 alle 14, ma il massimo è tra le 19 e il 21. L’utente tipico preferisce il lunedì per twittare e si riposa il sabato. Certo, forse questo non sarà rappresentativo degli italiani (“ma certo lo è degli italiani che usano Twitter”, cioè dai due ai tre milioni circa, secondo varie stime). Del resto, noi preferiamo Facebook, di gran lunga, a quanto ricorda lo stesso Cosenza.

Ma comunque analizzare Twitter per capire qualcosa di più dell’umore della massa non è un’amenità. L’avevano già fatto negli Stati Uniti, due anni fa, i ricercatori del College of Computer and Innovation Science della Northeastern University e della Harvard University. L’anno scorso, lo studio più ampio: su 509 milioni di tweet inviati da 2,4 milioni di utenti in 84 Paesi in due anni, a cura dei sociologi Michael Macy e Scott Golder, della Cornell University.

“Abbiamo iniziato a prendere in considerazione il modo in cui gli umori si distribuiscono nel corso della giornata”, ha spiegato Golder. “Non avevamo mai avuto la possibilità di misurare il comportamento in questo modo. Le tracce digitali dell’attività online ci permettono di applicare le scienze sociali in un modo nuovo, e porre le domande che abbiamo sempre voluto porre: come funzionano le società nella loro interezza?”.

Macy e Golder vevano scoperto che l’umore è di solito migliore al mattino, ma poi tende a peggiorare. La cosa più interessante è forse che i risultati sono simili nei vari Paesi, dall’Africa all’Australia al Regno Unito. Possono sembrare scoperte banali, ma è solo l’inizio di uno sforzo di ricerca, che adesso a quanto pare arriva anche in Italia: analizzare i social network, con strumenti semantici automatici, per intuire gli umori delle masse. E quindi, forse, anche predire i comportamenti che ne conseguono: è questa la teoria alla base della socionomica. Secondo alcuni è già possibile intuire l’andamento delle borse analizzando l’umore degli investitori su Twitter (teoria affermata da uno studio dell’Indiana University, nel 2011).

Quale sarà l’esito di tanta ricerca è davvero impossibile dirlo. Un Grande Fratello 2.0 che sfrutta le nostre stesse libere espressioni sul web, per meglio orientare il consenso (politico, commerciale, pubblicitario)? Potrebbe farlo lanciando messaggi che si adattino in tempo reale all’umore dominante sfruttando una base statistica molto ampia, spontanea e sempre disponibile momento per momento.

Oppure da tutto questo studiare i social network nascerà un’opportunità: di razionalizzare il caos dell’umore collettivo, per conoscere e quindi provare a rispondere ai problemi più sentiti dalla popolazione. O ancora, infine, magari ne verrà un buco nell’acqua: se si scoprirà che abbiamo semplificato troppo. E che l’umore vero della gente, dei singoli individui, è cosa troppo profonda, cangiante e complessa per essere trasparente in 140 caratteri.

di ALESSANDRO LONGO

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