Pinterest – il social network delle immagini

Pubblicato: 24 febbraio 2012 in Articoli, Società, Tecnologia, Web

Spopola il social network che avvolge l’utente in centinaia di immagini.
Quasi un omaggio al pittore Claude Lorrain: Il dipinto è più bello del paesaggio reale.

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Claude Lorrain era un famoso pittore di paesaggi del Diciassettesimo secolo. Dipingeva spesso vedute dell’Italia centrale, e i suoi dipinti erano considerati più belli dei paesaggi stessi. Questo genere d’arte era detta «pittoresca». I suoi quadri erano così popolari che nel Diciassettesimo e Diciottesimo secolo diedero luogo a un tipo di turismo che spingeva i ricchi europei a recarsi in campagna in cerca di paesaggi che ricordassero i quadri «pittoreschi». Per riprodurne appieno l’effetto, turisti e pittori portavano con sé uno strumento chiamato «specchio nero» o «specchio Claude» (dal nome di Lorrain).  Voltando le spalle al panorama e guardando lo specchio Claude, l’osservatore vi vedeva riflesso un paesaggio assai simile a quello riprodotto nei quadri.

Immaginate il pittore o il turista pittoreschi mentre stanno usando lo specchio Claude: la schiena voltata al mondo e gli occhi incollati a una lente che gli fornisce un’immagine idealizzata. Lo specchio Claude è un gadget tecnologico ormai dimenticato, ma è una metafora perfetta del moderno utente di Internet. Come molti altri, anch’io mi trovo sempre più spesso con le spalle voltate al mondo e gli occhi fissi sul mio schermo digitale luminoso e ben collegato, un moderno specchio Claude. Invece che in un paesaggio idealizzato, mi perdo in un flusso continuo di immagini pittoresche di siti come Pinterest. Porzioni di mondo sempre più ampie stanno diventando digitalmente pittoresche.

Pinterest è un social network dove gli utenti possono «affiggere» cose diverse che trovano online — ad esempio una raccolta di foto — su dei «tabelloni». C’è chi crea tabelloni quando organizza un matrimonio, per catalogare idee di vestiti, dolci, centrotavola e così via. Il sito è diventato uno dei social network più in voga sul Web, soprattutto tra le donne.

Si può capire perché sia tanto amato. Pinterest è fatto di immagini più che di idee, testi, o persone, e sa quanto sia gratificante avvolgere l’utente in un flusso continuo di piacere visivo: serie interminabili di foto adorabili, perfette, affascinanti, da scorrere, scegliere, condividere e apprezzare.

Oggi, la spinta a rivelare, mostrare e sbandierare i propri gusti è più forte che mai. È un dovere per noi dichiarare quello che apprezziamo, amiamo, quello che riteniamo pittoresco. Il «mi piace» di Facebook è la moderna valuta dell’identità. Ci piace proclamare costantemente chi siamo: «dire la verità su noi stessi», come sosterrebbe il filosofo Michel Foucault. Trovare la camicia, la fotografia o la ricetta che rappresenta chi siamo ci dà grande piacere. Pinterest ci immerge in noi stessi, avvolgendoci nel torrente inesauribile dei nostri gusti. Come il turista del «pittoresco», che si allontanava dal paesaggio per vederlo riflesso in un’immagine abbellita, anche noi rischiamo di perderci nello schermo luminoso del pittoresco digitale.

I tabelloni pieni di tortine perfette, bagni con arredi immacolati e tagli di capelli sofisticati vanno oltre il semplice Pinterest. Anche i nostri profili di Facebook assumono la forma del pittoresco, perché ci facciamo più belli, intelligenti e interessanti di quel che siamo realmente. Minimizziamo i difetti ed eliminiamo gli errori. Su Facebook i nostri venerdì sera sembrano più attraenti, le nostre battute più spiritose, le nostre case meglio arredate, i film che scegliamo più esotici, i nostri animali domestici più adorabili e le vivande che cuciniamo più appetitose. Pinterest è solo l’ultimo esempio del fatto che una sempre maggiore porzione del Web — e quindi di noi — sta assumendo la logica del pittoresco. Abbiamo voltato le spalle alla realtà per vederla in una versione mediata, riflessa, e un po’ più perfetta.

Twitter @nathanjurgenson
(Traduzione di Maria Sepa)

Nathan Jurgenson

Fonte

Grazie a Leonardo Pecile per la segnalazione.

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