Cosa cambia e perché nelle nuove regole di Google sulla privacy

Pubblicato: 8 febbraio 2012 in Articoli, Etica, Società, Web
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Google una decina di giorni fa ha semplificato le sue policy per la riservatezza dei dati personali. Chi possiede Gmail, usa il motore di ricerca Google o in qualche modo ha un account a uno dei numerosi servizi di Mountain View in questi giorni si sarà “scontrato” con una serie di pagine web e avvisi sui cambiamenti che entreranno in vigore a partire dal 1 marzo 2012.

Qui si possono leggere per esteso i documenti con le regole per la privacy e i termini di servizi d’uso . L’operazione, secondo il blog ufficiale di Google, nasce per semplificare lo status quo: in pratica i settanta documenti sulla gestione della privacy relativi ai vari servizi, (posta elettronica YouTube, Google Maps) vengono riuniti in un singolo testo. Per capire cosa cambierà a partire dal primo marzo, ma anche il motivo di questa razionalizzazione, può venire utile la lettura della lettera che ha scritto Pablo Chavez, director of public policy Google Inc ai membri del Congresso Usa.

Il documento pubblicato da Cnet include il resoconto di domande e risposte del portavoce di Mountain View di fronte alla Commissione proprio sull’upgrade delle policy di Google. Alcuni passaggi sono particolarmente illuminanti. Google afferma che non prenderanno più dati di quelli che già hanno.  Scarica Google Letter re Privacy Policy
E su questo non ci piove, è dal 1995 l’adagio che ha accompagnato tutte le iniziative di Google.
Qualche domanda in più sorge dall’uso che Google fa delle nostre informazioni.

Come è scritto anche nelle “nuove” regole per la privacy: “Google potrà combinare i dati che l’utente invia tramite il proprio account con informazioni di altri servizi Google o di terze parti allo scopo di rendere più agevole la navigazione e migliorare la qualità dei nostri servizi. Alcuni servizi consentono all’utente di rifiutare la combinazione di tali informazioni”.

Ci sono però delle speculazioni che assocerebbero questo cambiamento all’arrivo di Majel l’assistente vocale made in Google. Ma per quale motivo Google avrebbe bisogno di fare questa modifica sulla privacy per Majel?

L’ipotesi che sta girando in queste ore in rete è realistica e ipotizza che Majel sarà un prodotto che permetterà di interagire con tutti i servizi Google simultaneamente. Majel sarà in grado di cercare su Gmail, Google Docs, Calendar, Google+, Google Books, Google Music, YouTube, su Picasafoto, Blogger e altri ancora magari ottenendo anche indicazioni stradali con Google Maps e molto altro. Majel potrebbe essere un vero e proprio sistema di controllo centralizzato per il proprio account Google in grado quindi di utilizzare tutti i servizi descritti sopra e appartenenti al portafoglio Google.

Se l’ipotesi fosse reale, Majel avrebbe bisogno di accedere a tutti questi prodotti, ottenere che l’accesso al proprio account Google e a tutti i servizi correlati. Un problema viste le norme sulla privacy adottate fino ad oggi. Google ha però cambiato la politica sulla privacy, eliminando di fatto quello che poteva essere un vero ostacolo per Majel attraverso la politica diella privacy unificata appena introdotta.

Che questa ipotesi sia realistica? Non resta che attendere eventuali conferme.

Fonte 1

Fonte 2

commenti
  1. pratiformativi ha detto:

    Grazie per il chiarimento. Dovrebbero leggerlo tutti.

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