GENESI DI UNA ROUTINE

Pubblicato: 1 agosto 2011 in Cambiamento, Metafore, Percezione, Strategia

Quando percorriamo un sentiero attraverso il bosco, tendiamo a vederlo come preesistente al nostro cammino, all’atto effettivo del percorrerlo. Percepiamo il nostro cammino come guidato e orientato dal sentiero. Ci affidiamo aL sentiero perchè sappiamo ch’esso ci condurrà attraverso il bosco, anche se non sappiamo esattamente dove esso ci porterà. Sappiamo tuttavia che, per il solo fatto che esiste, esso ha una qualche destinazione. Possiamo misurare i nostri errori sulla base delle deviazioni dalla sua traccia. Se esso ci è familiare per averlo già percorso innumerevoli volte, tende a diventare per noi quasi trasparente, e lo diamo per scontato; se invece lo percorriamo per la prima volta, allora dovremo nel corso del cammino valutare passo passo il suo allineamento rispetto meta.

Il sentiero non ci dice nulla sul bosco, su ciò che c’è al di fuori della sua traccia, di là dagli alberi. Ma ciò è irrilevante ai fini del nostro obiettivo: l’attraversamento del bosco. Il bosco resta sullo sfondo, in un certo senso noi non lo vediamo. Vediamo solo la figura del sentiero.

Apprendiamo dunque a procedere attraverso il bosco solo per mezzo del sentiero, e solo nei termini da esso stabiliti, disimparando ad uscire dal bosco senza l’aiuto del suo tracciato.

Che cosa faremmo se ci trovassimo smarriti nella boscaglia?

Ora non possiamo più contare sulla direzione e la traccia offerte dal sentiero, e restiamo improvvisamente senza riferimento. Dobbiamo costruirci una nuova via che ci porti fuori dalla macchia.  Ora il bosco emerge per noi dall’opacità dello sfondo e diventa esso stesso la scena della nostra ricerca. Cercheremo di decifrare e di organizzare i “materiali” ch’esso ci offre (alberi, aperture, passaggi, allineamenti, pendenze, ecc.) come traccie e vincoli utili all’orientamento, alla costruzione di un percorso, al mantenimento di una direzione.

Se avremo fortuna, infine, usciremo dal bosco.

Così facendo avremo generato un sentiero, semplicemente percorrendolo per la prima volta. In questo caso è l’atto stesso dell’esplorare che costruisce il sentiero.

E’ dunque l’azione di ricerca dell’esploratore che produce il sentiero.

L’azione esplorativa costruisce dunque ciò che solo in seguito verrà conosciuto o riconosciuto come un sentiero che conduce ad una meta.

Ciò richiede da parte dell’attore la disponibilità e la capacità di riposizionarsi rispetto al bosco: per esempio, accettare il bosco come risorsa, come fonte di informazioni, come territorio in cui condurre indagini ed esperimenti.

Tratto da G.F. Lanzara, Capacità Negativa – La metafora del sentiero nel bosco

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